DOPPIA RECENSIONE: “IL CIBO DELLA SAGGEZZA” DI F. BERRINO E M. MONTAGNANI – “LA FELICITA’ FA I SOLDI” DI D. F. SADA E E. GARZOTTO

Vi starete chiedendo perché ho deciso di recensire due libri insieme e perché proprio questi, che sembrano anni luce lontani fra loro per argomento e ambiente. Ebbene, da un lato sono costretta a fare economia di tempo e risorse, perché attualmente lavoro parecchio, ma vi stupirà scoprire quanto, in realtà, i due saggi che ho appena terminato di leggere “si parlino” tra loro.

Il primo, “Il cibo della saggezza” non ha neppure bisogno di un’introduzione per quanto riguarda il Dottor Franco Berrino, uno dei suoi autori. Medico ed epidemiologo in pensione, scrive da anni saggi divulgativi per indurre le persone a nutrirsi consapevolmente per non ammalarsi. Ha creato, assieme ad altri collaboratori, il sito internet www.lagrandevia.it dove elargisce preziose informazioni e collabora mensilmente con la rivista mensile Yoga Journal. Marco Montagnani, invece, è un Maestro Taoista, docente di Medicina tradizionale cinese e Filosofia taoista presso la Scuola di agopuntura di Firenze, nonché tecnico di Qigong terapeutico ed MTC. Perchè hanno scritto questo libro a quattro mani? Per unire le conoscenze mediche occidentali a quelle orientali, un po’ come fa lo Yoga, che unisce corpo, mente e anima per trovare un equilibrio fra tutte le parti che ci compongono.

Il libro è una miniera di informazioni scientifiche, di errori medici, spesso di visione della medicina e della cura del paziente. Anche chi non è taoista come me, può trarre, proprio come succede con il buddhismo, preziosi consigli da una filosofia che aiuta l’uomo a vivere meglio nel suo presente, nonostante le avversità, umane e fisiche, psicologiche e ambientali.

Sono anni, ormai, che compro i libri di Berrino a occhi chiusi: escono in libreria ed entrano direttamente nella mia biblioteca personale, dove vengono collocati in una posizione prioritaria, dal momento che l’autore ci stimola profondamente a volerci bene e a onorare questo tempio del nostro spirito, il corpo.

E per il male di vivere?

Marco Montagnani ricorda: “Un giorno di sole, in Cina, in un monastero taoista mi trovavo in compagnia di alcuni monaci e di qualche bambino. Chiesi loro il motivo di quella che mi sembrava una gioia contagiosa e mi risposero: ‘Come si può essere tristi quando il sole ci riscalda il corpo e ci illumina l’esistenza?’

Verso le tre del pomeriggio il tempo cambiò. Malgrado il forte temporale e la pioggia violenta, nessuno sembrava aver notato il brusco peggioramento. Rimasi un po’ perplesso dal modo in cui tutti erano rimasti indifferenti all’accaduto e così chiesi: ‘Sta piovendo molto forte e il sole se né andato, quale motivo avete adesso per essere così gioiosi della giornata?’

La loro risposta fu questa: ‘Dopo che il sole ci ha riscaldato il corpo e illuminato l’esistenza, oggi il Tai onora la vita dando da bere a tutte le creature della natura e il cielo lascia cadere sulle nostre teste le sue meravigliose perle di gioia per festeggiare l’accaduto. Come si può essere tristi in un giorno di festa?’

Penserete che sono tante belle parole, ottime per chi vive nella semplicità, in un monastero ai confini con la civiltà umana, ma che nel caos delle nostre vite quotidiane, non è fattibile. Al contrario, io ritengo che sia una giusta via da scegliere: non sono solo i monaci taoisti e i bambini residenti nei loro spazi a pensarla-viverla così, ma anche i bambini, e ora ne ho la prova quotidiana. Ancora, ribatterete che i bambini sono bambini e gli adulti sono adulti. I primi hanno il sacrosanto diritto di vivere in un mondo ovattato e semplice, mentre gli adulti hanno doveri e responsabilità, devono portare il cibo a casa, quindi lavorare duramente, sacrificarsi, altro che contemplazione.

Ed ecco che ci viene incontro magicamente il secondo libro nella fotografia: “La felicità fa i soldi”, titolo ironico, per stessa ammissione degli autori, due traders, esperti di economia e finanza che ci danno consigli seri e competenti su come diventare dei “ricchi consapevoli”. Avete ragione, sia il libro che questa sequenza di parole, ricorda troppo da vicino un’americanata, quei libri automotivazionali e di business che scrivono fior di scrittori yankee con il sorriso a sessanta denti, naturalmente tutti finti, ma segno dell’altissimo status da loro raggiunto. Ecco perché non bisogna avere pregiudizi: Sada e Garzotto hanno fatto esperienza anche con quei “fantastici” personaggi, hanno provato a lavorare in Borsa, sono stati traders d’assalto, hanno guadagnato milioni di euro salvo poi comprendere che erano stressati, infelici e sull’orlo di una crisi di nervi. Erano ricchi, ma infelici. Era questo il fine dell’arricchimento? Tutt’altro.

Attraverso il loro libro, i due giovani traders mettono a disposizione dei lettori aneddoti, riflessioni, link e podcast utili per comprendere che si può arrivare a uno stato di agiatezza senza per forza fare gli strilloni, gli splendidi, andare alle feste giuste, dannarsi per raggiungere un numero di followers vertiginoso su Instagram, ecc. Si fa impegnandosi su uno scopo e attivando tutta la propria capacità intellettuale, diminuendo -anziché aumentando- le ore di lavoro perché è statisticamente confermato che, allungando i tempi trascorsi davanti al computer o in studio, l’efficacia diminuisce.

Gli autori insegnano vari modi e metodi per trovare la propria vocazione del mondo e lavorare su quella, raggiungendo la capacità di attuare un vero e proprio Yoga Finanziario, simpatico termine da loro usato in quanto autentici yogin, uomini che hanno fatto della meditazione il centro delle loro vite, perché sanno che solo togliendo, anziché aumentando (risorse, tempo, acquisti, strumenti) si può raggiungere un benessere consapevole e attraverso esso un benessere totale. Ecco perché Yoga Finanziario: raggiungere una sicurezza economica non deve per forza significare rischiare di impazzire a causa del denaro, spendere e spandere a piene mani -benché ti consiglino di farlo, per un periodo, al fine di comprendere quanto sia sciocco e insensato- no! Raggiungere una sicurezza economica tale che metta insieme il tuo benessere economico, quello interiore, quello familiare, alimentare, fisico.

Unione.

Non divisione: unione.

Sono libri che fanno riflettere e credo che, anche se ci soffermiamo su pochi punti, ne trarremo grande giovamento.

Buone letture.

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RECENSIONE: “IL MINIMALISTA” DI FRANCINE JAY

Macro Libri, 2019

Questa nuova guida al riordino per tutta la famiglia, non presenta vistose novità, rispetto ai vari manuali di decluttering, pulizie e governo della casa, a parte il metodo STREAMLINE, ideato dall’autrice, nota in America con lo pseudonimo di “Miss Minimalist” e dotata di un sito internet: www.missminimalist.com dove elargisce periodici consigli su come mantenere una casa zen.

A causa della mia caoticità tipicamente balcanica, ciclicamente mi ributto in letture come questa, con la speranza che mi si accenda un interruttore nel cervello, un’illuminazione, o qualsiasi altra cosa capace di farmi mantenere l’ordine in casa ad aeternum. Ovviamente il fallimento è perpetuo, ma la speranza non muore mai.

Miss Minimalist mi aveva entusiasmata all’inizio, quando spiegava con la teoria gli innumerevoli benefici di una casa minimalista, come:

  • non inciampare negli scatoloni e nelle borse lasciati lungo il corridoio;
  • avere più spazio concede allo sguardo di scorrere e quindi di avere nuove idee e ispirazioni;
  • le pulizie si riducono al minimo;
  • si spende molto di meno;
  • si litiga di meno (!).

Frasi come: “Dobbiamo ricordare che i nostri ricordi, i nostri sogni e le nostre ambizioni non sono contenute negli oggetti, ma sono dentro di noi. Non siamo ciò che possediamo: siamo ciò che facciamo, pensiamo e amiamo”, mi avevano conquistata.

Poi però, arrivano le frasi infelici, come il suggerimento di eliminare la nostra macchina per il caffè, perché è un ingombro e richiede tanta manutenzione, mentre è molto più semplice scendere al bar e ordinare quel che si vuole. Con tanti cari saluti agli amici e parenti invitati a casa per bere il caffè a fine pasto, o accanto a una torta fatta con le proprie mani. Senza contare che, ai tempi del Coronavirus, fino a pochi giorni fa, i bar erano chiusi e c’era il distanziamento sociale. E ancora, chiudiamo gli occhi, sul costo di uno, due, o quattro caffè al giorno bevuti nei locali, in un anno. Ma non aveva detto, che puntavamo anche al risparmio?

La cosa che più mi fa accapponare la pelle, tuttavia, è la richiesta di eliminare tutte le fotografie in casa, digitalizzandole, oppure di lasciare pochi libri “sentiti” sugli scaffali.

A questo punto ho capito che, almeno per me, Miss Minimalist non è la coach adatta.

Proprio nel corso della settimana, infatti mi ero messa a pulire e sistemare gli scaffali di libri dell’angolo ovest del soggiorno:

Prima

Dopo averli opportunamente passati al vaglio, ho trovato due doppioni e pochi altri testi che non aveva più senso tenere, e che quindi lascerò sui banchi dei libri del mercato, per chi li voglia portare a casa gratuitamente, ma per il resto, non potrei vivere senza di loro:

Dopo

Ho pochissime dipendenze (sane!) e una di queste è rappresentata proprio dai libri.

Perciò, se siete privi di dipendenze di qualsivoglia genere, potrete trovare utile questo manuale, altrimenti nutro qualche dubbio.

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