L’UNIVERSITA’ A 40 ANNI

Dopo parecchi mesi di lontananza torno sul mio blog con una carica tutta nuova. Sono stata a lungo assente perché ho iniziato un’avventura che mi porterà lontano, e che mi ha stravolto la vita. A distanza di ventitre anni dalla fine delle superiori, infatti, mi sono finalmente iscritta all’università. E questo finalmente va sottolineato ed evidenziato, perché in tutto questo lasso di tempo non ho mai perduto la speranza di farcela e l’attuale consapevolezza di esserci riuscita, già di per sé, è travolgente.

La mia facoltà si trova a Udine. Mi sono iscritta a Lettere, curricula Divulgazione Culturale e Umanistica. Non avendo qui in Italia una facoltà di Scrittura Creativa, come ne esistono in altre parti del mondo, quando ho letto sul sito internet universitario della creazione di questo nuovo curricula, qualcosa mi si è acceso dentro il petto. Quanto è accaduto in seguito, è una miscellanea di forza di volontà, ossessione, testardaggine e fortuna. Sì, perché nel tempo della pandemia globale, dove tutti si lamentano (a ragione) del “New Normal”, io posso dire che ho ottenuto dei benefici impensati.

Lezione di Storia dello Spettacolo nel Mondo Antico

Già tre anni fa, su Il Domenicale (inserto de Il Sole 24 Ore) avevo letto che, nel 2020, si sarebbe tenuto un meeting internazionale a Dubai per fare il punto della situazione in merito all’attuale stato della didattica a distanza nelle università europee. Da anni, in effetti, c’era un grande malcontento sia da parte degli studenti, sia da parte dei rettori, per l’aumento delle università private on-line che competevano con gli atenei presenti, per esempio in Italia, da secoli. Come tutti sappiamo, quando c’è di mezzo l’economia, gli obiettivi si raggiungono in tempi brevi, ma ancora una volta nel nostro Belpaese qualcosa deve essere andato storto se io ho potuto usufruire pienamente della didattica a distanza solo questo anno. Con lo stile di vita che conduco e la famiglia, infatti, mi sarebbe stato impossibile partecipare alle lezioni in presenza. Il Covid-19 ha compiuto il miracolo, almeno in questo senso e così a ottobre 2020 sono riuscita a iniziare le lezioni del mio corso, munita di un entusiasmo che neanche un bambino in un hangar pieno di giocattoli sfavillanti.

Lezione di Letteratura Italiana I

Ho seguito le prime quattro materie del primo semestre e la scorsa settimana ho dato l’ultimo esame, il più carico, quello da 12 CFU. Io, che ero partita con la ferma volontà di procedere a passo spedito, senza preoccuparmi dei voti, mi sono ritrovata con tre 30 e lode su quattro. Non riesco ancora a crederci, non ho davvero elaborato, ma è evidente la ragione di questo esito: io non sono un genio. Sono solo una donna che ha dovuto attendere per oltre due decenni di potersi iscrivere all’università e, nonostante le difficoltà – perché ci sono e ci saranno anche nei prossimi anni, avendo tante responsabilità e impegni – ama la conoscenza e, soprattutto ha la “fame”. Ho “fame” di imparare, di confrontarmi con le eccellenze, di ottenere una laurea a lungo agognata, ma negata. Non mi pento di essermi impegnata nella scrittura e nei vari mestieri, nella famiglia e nella maternità, in tutti questi anni, ma vi assicuro che non potevo morire con il rimpianto di non averci nemmeno provato.

Studio matto et disperarissimo di Dante

Oggi mi godo dei giorni di riposo – si fa per dire, io non mi posso permettere il riposo – prima dell’inizio del nuovo semestre universitario. Avrò quattro nuove materie, quattro nuovi professori e quattro nuovi esami da dare. Sono trepidante ed eccitata al pensiero di quello che mi attende e già lo so, sarà bellissimo, perché il corso che hanno attivato questo anno a Lettere presenta tutte – e ripeto tutte! – le materie che amo. Non ce n’è una che mi lasci indifferente, o tiepida, tanto che, se me lo potessi permettere, mi iscriverei a molti più corsi di quanti ho pianificato con la mia tutor. Invece no, devo placare la mia sete di conoscenza per seguire quanto è necessario e procedere in modo fluido verso la fine di questo primo anno.

Pochi minuti prima dell’esame di Laboratorio di Scrittura e Comunicazione

E sono così grata. Alla Vita, alla mia famiglia, ai miei amici, ai compagni di studio, al destino, agli dèi, a tutti coloro che mi hanno sostenuta in questi mesi e ai magnifici professori che ho avuto, persone davvero deliziose, oltre che stimolanti e professionali. Sono stati capaci di andare ampiamente oltre ogni mia più rosea aspettativa: sapevo che avrei amato l’università, ma loro me l’hanno resa una dimensione magica e ultra-stimolante.

Ansia estrema poco prima dell’esame di Letteratura Italiana I

Quando mi chiedono com’è studiare oggi alla facoltà, rispondo che è come scegliere un argomento che ami e immergerti in un documentario lungo 300 ore, con al fianco due scaffali di libri inerenti all’argomento e, in più, dei professori competenti ai quali chiedere qualunque dubbio.

Tutto ciò che spero è di continuare il mio percorso come ho fatto fino a questo momento.

E per il resto, auspico di tornare a scrivere tra queste pagine in maniera più continuativa.

Commenti da Facebook

You may also like

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *