RECENSIONE: “IL LIBRO DELLA VITA E DELLA MORTE” DI DEBORAH HARKNESS

Piemme, 2011

Questa non è la classica storia di demoni, streghe e vampiri, perché è scritta da una storica americana con una lunga carriera accademica alle spalle. Specializzata in Storia e, soprattutto, nella Storia della Scienza e della Magia nell’Europa dal 1500 al 1700, ha insegnato in diverse università americane. Dopo aver scritto diversi articoli e saggi di taglio scientifico, questo è il suo primo romanzo, l’inizio di una trilogia chiamata “All Souls”.

E proprio di anime stiamo parlando, dal momento che Diana Bishop e Matthew Clairmont, una strega e un vampiro, una storica esperta di Scienze Occulte e un genetista, agli antipodi in ogni aspetto delle loro esistenze, si innamorano a causa del richiamo delle loro anime, che li attraggono irresistibilmente l’uno verso l’altra. E forse non soltanto per Amore e affinità elettiva, ma per una ragione ancestrale legata alla sopravvivenza delle loro specie.

Infatti, nonostante Diana abbia ripudiato la magia fin da bambina, perché le ha tolto, a soli 7 anni, entrambi i genitori, potenti stregoni, la ricerca sull’alchimia, che conduce presso la rinomata biblioteca Bodleiana di Oxford la avvicina a un misterioso libro antico, Ashmole 782, al cui contatto Diana vedrà scaturire la magia senza alcuna volontà. Il semplice contatto delle sue mani con il manoscritto, infatti, provoca una reazione particolare al libro, che si anima, e fa emergere parole perdute nel tempo e invisibili agli occhi profani. Spaventata dall’evento, Diana renderà il libro al bibliotecario, inconsapevole del fatto di aver dato l’avvio a una caccia sfrenata: a quel testo, che è un autentico “Libro della Vita e della Morte” e a lei, che occulta, senza saperlo, un potere magico senza precedenti.

Matthew Clairmond desidera tutto quello che le Creature vogliono da Diana: Ahmole 782 e lo studio delle capacità della strega, ma quando scopre di amarla, ogni cosa passerà in secondo piano e la necessità di proteggerla gli farà compiere gesti estremi, che lo renderanno un paria davanti ai suoi simili.

E’ una storia avvincente, che si conclude con i patemi d’animo, perché si vorrebbe sapere di più e seguire i due protagonisti cacciati e ricercati ai limiti del mondo. Stiamo tutti dalla loro parte, e per fortuna ci sono altre due libri da leggere, per proseguire il cammino assieme a loro!

Ho molto apprezzato lo sfondo storico, la ricostruzione ambientale e psicologica del personaggi. E’ stato tutto studiato fin nei minimi dettagli. L’unica nota stonata è la parola Wicca, scritta una sola volta, all’interno del romanzo, in riferimento alla famiglia di Diana Bishop. Con tutto il rispetto per i wiccan di ieri e di oggi, sempre più numerosi, ma difficilmente riesco ad associare manoscritti medievali, biblioteche storiche e la nota antenata di Diana Bishop, che diede l’avvio alla caccia alle streghe di Salem, alla moderna Wicca. E mi stupisce che un’accademica lo abbia fatto. Misteri o marketing? Nonostante questo e alcune altre sbavature, consiglio caldamente la trilogia a tutti gli appassionati del genere.

N:S Dal romanzo è stata tratta una serie tv per Sky intitolata “A Discovery of Witches”. In ben 8 episodi si narrano le gesta dei protagonisti e delle altre Creature. Ho adorato la fotografia e la scelta degli attori -alcuni, di colore, hanno evidentemente rappresentato la “quota nera” necessaria a una serie tv contemporanea, e plaudo alla scelta- tutti molto posati, quasi teatrali, ma con capacità espressive che mostrano l’intensità di sentimenti e intenzioni. Bravi davvero. Anche in questo caso, purtroppo, nonostante il tempo a disposizione, non è stato possibile toccare con mano la bellezza e profondità del romanzo originale, e sono state eseguite vistose manipolazioni per allacciare alcune scene alle altre. Come ho detto ai miei amici, tuttavia, si può guardare l’intera serie premendo il tasto “mute” per il semplice fatto che le riprese sono bellissime: la luce scelta per mostrare Oxford, Venezia, le Higlands scozzesi e tutto il resto è strepitosa.

Un assaggio lo trovate in questo trailer:

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