RECENSIONE “IL PRODIGIO” DI EMMA DONOGHUE

Neri Pozza è un editore affidabile, una garanzia di qualità. Possono non piacermi alcune trame, ma tutte quelle che ho scelto, mi hanno colmata di gratitudine e dato un ulteriore conferma -come se ce ne fosse bisogno- che la letteratura è più viva che mai.

In questo caso, il mio occhio è caduto su “Il prodigio” di Emma Donoghue. La trama è semplice: Lib, un’infermiera inglese viene mandata in un villaggio irlandese per vigilare su una bambina che asserisce di vivere “di manna dal cielo” da mesi. Lib è stata convocata da un comitato del paese della piccola digiunatrice Anna O’Donnell, poiché secondo loro la fanciulla è in onore di santità e attendono solo di raccogliere le prove da inviare ai vertici ecclesiastici, per ottenere il risultato sperato.

In un’Irlanda appena uscita da sette anni di terribili carestie e morti causate dalla malattia della patata di metà Ottocento, che causò anche l’emigrazione di massa verso l’America, furono registrate storicamente dozzine di casi di digiuni come quello che l’autrice narra in questo romanzo d’invenzione. Un caso, dunque, preso dalla realtà, ma intensificato dalla presenza di tre forti personaggi: l’infermiera Lib, il giornalista irlandese William e “Il Prodigio” Anna O’Donnell.

Vengono ritratti personaggi stereotipati – il prete fanatico, il vecchio medico in attesa di una scoperta straordinaria, un popolo schiavo delle superstizioni- e donne e uomini sensibili come Lib e William, che le vicende di un’esistenza messa duramente alla prova non hanno imbruttito, ma anzi, vengono riscattate, quasi catartizzate attraverso la dolce e sfortunata Anna.

Consiglio questo romanzo agli appassionati di romanzi, di sociologia, ai religiosi di ogni fede, ma, per estensione, a tutti coloro che amano la letteratura con la “a” maiuscola.

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