RECENSIONE: “LA DONNA E’ UN’ISOLA” DI AUĐUR AVA ÓLAFSDÓTTIR

Einaudi, 2014

Se imparare la pronuncia del suo nome rappresenterà una sfida non da poco, acquistare tutti i suoi romanzi sarà un gioco da ragazzi. Auđur Ava Ólafsdóttir è, infatti, una scrittrice islandese dalle grandi potenzialità. La scoprii grazie a un programma di LaEffe, “Scrittori d’Europa”. Già l’Islanda è una terra che desidero visitare, misteriosa e selvatica com’è, poi, quando vidi Ólafsdóttir, rimasi colpita dal suo carisma e dal suo sguardo intenso e scrutatore. Classe 1958, insegnante di storia dell’arte e direttrice del Museo dell’Università d’Islanda per anni, oggi è una scrittrice a tempo pieno (anche) per la mia delizia.

In “La donna è un’isola”, narra le rocambolesche vicende di una traduttrice trentatreenne, all’apparenza molto fredda e distaccata, alle prese con un divorzio. Le prime scene mi hanno scioccata: lei torna a casa dopo essere stata a letto con l’amante, trova il marito, cenano insieme, lui le dice che ha una relazione con la collega e che aspettano un figlio; la protagonista annuisce e, quando parte la raffica di domande su chi terrà cosa, lascia che sia lui a depredare l’appartamento. Sembra davvero un’isola, questa donna. Come l’Islanda, che appare lontana e, forse, irraggiungibile. Senonché, proprio quando ha deciso di partire per le vacanze estive (a novembre!) per cambiare aria, la sua amica musicista la raggiunge con la cena, ma prima di varcare la soglia del suo nuovo mini appartamento, cade e finisce in ospedale. È incinta di due gemelle e c’è il primo figlio, il gracile e sordo Tumi, da andare a prendere all’asilo. Che poi la questione non finirà lì, anzi, Tumi seguirà la traduttrice nel suo viaggio nell’est dell’isola e raggiungerà presto la strada del suo cuore, sciogliendolo.

Insomma, se vi sembra che ci sia già tanta carne al fuoco, non stupitevi se vi dico che c’è molto, molto di più in questo romanzo, incluse 47 ricette di cucina e un lavoro a maglia!

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