RECENSIONE: “NIENTE CAFFE’ PER SPINOZA” DI ALICE CAPPAGLI

Einaudi, 2019

Mapi è una giovane donna che non sa cosa fare. Si è sposata giovane, vive con il marito e la suocera accanto. Hanno un cane. Lui non è mai a casa e, quando torna dal lavoro, le chiede di lavare e stirare le sue camicie, per il resto risponde a monosillabi o grugnisce. La suocera è una spina nel fianco. Non fa che accusarla delle disgrazie economiche del figlio e si lamenta di tutto.

E’ tutta lì la sua vita? Quante donne si saranno chieste le stessa cosa?

Ecco perché questo romanzo può catturare subito la nostra attenzione, ma non è tutto qui, anzi, il meglio deve ancora arrivare, perché Mapi, a un certo punto si deciderà a cercare un lavoro, “per non essere più di peso a nessuno”, ma soprattutto per scappare da quell’atmosfera domestica pesante e inutile.

Mapi frequenta la chiesa e le parrocchiane riescono a indirizzarla sulla strada giusta: in un’agenzia di lavoro per badanti, la responsabile le propone un impiego quotidiano nella casa di un professore di filosofia in pensione. L’anziano ha chiesto un’aiutante italiana che sappia leggere in modo fluido, perché ha perso la vista. È autosufficiente e l’essenziale per lui è trovare una persona che gli legga i suoi amati libri e articoli.

In questo modo, Mapi riprende possesso della sua vita: prima di tutto, il professore la chiama col suo nome anagrafico, al quale attribuisce grande valore. Poi, tra le letture di un aforisma di Epitteto e uno di Spinoza, il professore sembra dialogare direttamente con l’anima della sua dipendente, che piano piano inizia a risvegliarsi, scossa dalla luce che emana l’anziano, una fonte inesauribile di saggezza e tenerezza.

Mentre la vita del suo titolare si spegne, Maria Vittoria sente riaccendersi la sua. Ogni dettaglio della sua esistenza apparirà nella sua evidente superficialità e lei sentirà che può e deve concedersi di più di quanto abbia avuto fino a quel momento.

Questo è un romanzo filosofico divulgativo che consiglio a tutti coloro che si interrogano sulla Vita nella sua complessità, ma anche a coloro che credono che tutto ciò che vedono i loro occhi è quello che è realmente presente su questa terra. In realtà, da millenni gli uomini e le donne sapienti si interrogano su aspetti che esulano dal tangibile. Fra queste pagine non troverete tutte le risposte che cercate, ma alcune sì e soprattutto, vi metterete in discussione, riguardo ad alcune zone oscure.

Non un capolavoro, ma un buon libro.

Commenti da Facebook

You may also like

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *