RECENSIONE: “RACCONTO GOTICO” DI SIMONA MATARAZZO


Amazon, 2018

Ad un certo punto della vita si smette di ascoltare, di credere ai propri sensi” mormorai.

L’odore di resina e di legno vagava nei miei pensieri. Una parte di me correva libera nel bosco, tra i  rovi bagnati e le gocce d’acqua. Socchiusi gli occhi, respirai lentamente. Volevo assaporare ogni attimo. Mi sembrava di stare ancora lì, sdraiata in mezzo alla neve.

Vorrei iniziare la recensione con un estratto del racconto perché è vero che, a un certo punto delle nostre esistenze -e purtroppo questo accade, in alcuni casi, già nell’infanzia- cessiamo di credere ai nostri sensi. I cliché, gli stereotipi, le associazioni rigide prendono il sopravvento sulla percezione, sui nostri cinque sensi (e anche sul sesto, il più sottile). E’ un peccato, un autentico peccato, eppure ci sono molte esperienze che ci possono ricondurre in quell’Eden dimenticato: le immersioni nella Natura, le atmosfere magiche come quella natalizia e le buone letture. “Romanzo gotico” di Simona Matarazzo è certamente un’esperienza capace di ricondurci nella dimensione dei nostri sensi.

Il racconto narra le avventure di Alice, una trentenne dai folti capelli rossi che abbandona il suo lavoro d’ufficio e la sua città per staccare da tutto e da tutti. Vuole altro, vuole vivere e per ricominciare vaga senza una meta, fino a quando raggiunge un piccolo paese di montagna, Borgo, dove trova affissa un’offerta di lavoro incredibile:

“Cercasi bibliotecario, Palazzo Forster, Valle degli Alberi”.

Sembra quasi un invito lasciato dalle fate, invece si tratta di una mansione reale da svolgersi in un ambiente magico quanto la dimensione fatata: uno splendido castello immerso nel bosco innevato. Alice non riesce a credere ai propri occhi, ma non può far finta di non aver letto l’annuncio e allora si presenta al castello e viene assunta pur senza avere una laurea in archivistica o letteratura. E’ sconvolta dalla felicità: ama quel posto, i libri e le stampe che rappresenteranno i suoi nuovi compagni di quotidianità; ma le sorprese sono appena cominciate: il castello appartiene al misterioso James Forster, nobile di origine irlandese, presente e sfuggente al contempo,affabile e freddo, generoso e iracondo. Alice ne rimane affascinata, ma al di là dell’attrazione percepisce che c’è dell’altro. La locandiera di Borgo l’avverte che girano leggende sui licantropi e sui loro cacciatori, i Venatores e Alice impiega davvero poco tempo per capire che la realtà supera la fantasia.

Se credete che si tratti dell’ennesima storiella sui licantropi post-Twilight vi sbagliate. Leggo moltissimo, da decenni, eppure “Racconto gotico” ha avuto il pregio di sbalordirmi. E’ un libro da leggere completamente immersi nei propri sensi, perché tutti gli stereotipi crollano mano a mano che si procede con la lettura e tutto ciò che immagini come finale si rivela un’illusione.

Matarazzo ha scritto un racconto con elementi gotici, fantastici e intrecci narrativi sorprendenti, freschi e inaspettati. Ho trovato fra le pagine le competenze dell’autrice: la fotografia, la passione per i viaggi, l’abilità culinaria, le letture di una vita, insomma, l’anima stessa della penna che ha creato Alice, James e il castello.

E’ una storia ambientata in un tempo indefinito, ma che a momenti tocca anche l’attualità:

E’ sposata? Ha qualcuno che si prende cura di lei?”

Ero sposata… penso che prendersi cura di qualcuno sia nettamente fuori moda…”

Uno specchio del periodo storico e sociale nel quale stiamo vivendo, con un individualismo portato all’estremo.

E tuttavia sono libri come questo che leniscono le nostre ferite e che talvolta ci curano, perché Matarazzo dimostra di essere una “Literary Witch”, ovvero una di quelle autrici capaci di congiungersi all’assoluto per scrivere una storia che coinvolga molte anime e le trasporti in dimensioni dove possono ritrovare la propria essenza, i propri sensi e tornare nel mondo tangibile rinfrancate e pronte ad affrontare la vita con maggiore consapevolezza e positività. Perché il nostro quotidiano non è tutto lì, nei nostri uffici, nei treni, nel degrado delle città. La nostra vita è anche nella Natura, nei nostri sogni, nel nostro mondo interiore e fra le pagine di racconti come questo.

Una strenna natalizia perfetta. Consigliatissimo.

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