RECENSIONE: “IL MINIMALISTA” DI FRANCINE JAY

Macro Libri, 2019

Questa nuova guida al riordino per tutta la famiglia, non presenta vistose novità, rispetto ai vari manuali di decluttering, pulizie e governo della casa, a parte il metodo STREAMLINE, ideato dall’autrice, nota in America con lo pseudonimo di “Miss Minimalist” e dotata di un sito internet: www.missminimalist.com dove elargisce periodici consigli su come mantenere una casa zen.

A causa della mia caoticità tipicamente balcanica, ciclicamente mi ributto in letture come questa, con la speranza che mi si accenda un interruttore nel cervello, un’illuminazione, o qualsiasi altra cosa capace di farmi mantenere l’ordine in casa ad aeternum. Ovviamente il fallimento è perpetuo, ma la speranza non muore mai.

Miss Minimalist mi aveva entusiasmata all’inizio, quando spiegava con la teoria gli innumerevoli benefici di una casa minimalista, come:

  • non inciampare negli scatoloni e nelle borse lasciati lungo il corridoio;
  • avere più spazio concede allo sguardo di scorrere e quindi di avere nuove idee e ispirazioni;
  • le pulizie si riducono al minimo;
  • si spende molto di meno;
  • si litiga di meno (!).

Frasi come: “Dobbiamo ricordare che i nostri ricordi, i nostri sogni e le nostre ambizioni non sono contenute negli oggetti, ma sono dentro di noi. Non siamo ciò che possediamo: siamo ciò che facciamo, pensiamo e amiamo”, mi avevano conquistata.

Poi però, arrivano le frasi infelici, come il suggerimento di eliminare la nostra macchina per il caffè, perché è un ingombro e richiede tanta manutenzione, mentre è molto più semplice scendere al bar e ordinare quel che si vuole. Con tanti cari saluti agli amici e parenti invitati a casa per bere il caffè a fine pasto, o accanto a una torta fatta con le proprie mani. Senza contare che, ai tempi del Coronavirus, fino a pochi giorni fa, i bar erano chiusi e c’era il distanziamento sociale. E ancora, chiudiamo gli occhi, sul costo di uno, due, o quattro caffè al giorno bevuti nei locali, in un anno. Ma non aveva detto, che puntavamo anche al risparmio?

La cosa che più mi fa accapponare la pelle, tuttavia, è la richiesta di eliminare tutte le fotografie in casa, digitalizzandole, oppure di lasciare pochi libri “sentiti” sugli scaffali.

A questo punto ho capito che, almeno per me, Miss Minimalist non è la coach adatta.

Proprio nel corso della settimana, infatti mi ero messa a pulire e sistemare gli scaffali di libri dell’angolo ovest del soggiorno:

Prima

Dopo averli opportunamente passati al vaglio, ho trovato due doppioni e pochi altri testi che non aveva più senso tenere, e che quindi lascerò sui banchi dei libri del mercato, per chi li voglia portare a casa gratuitamente, ma per il resto, non potrei vivere senza di loro:

Dopo

Ho pochissime dipendenze (sane!) e una di queste è rappresentata proprio dai libri.

Perciò, se siete privi di dipendenze di qualsivoglia genere, potrete trovare utile questo manuale, altrimenti nutro qualche dubbio.

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