RECENSIONE: “HATHA YOGA” DI YOGI RAMACHARAKA

Venexia, 2012

Prima di iniziare questa recensione, vorrei fare un plauso alla casa editrice Venexia, perché è una di quelle aziende dell’editoria italiana capace di scegliere autori e argomenti poco noti, talvolta scomodi e, molto spesso, sconosciuti ai più. Inoltre, le sue copertine sono talvolta di una tale bellezza, che il piacere di tenere in mano il loro libro è doppiamente intenso.

In questo caso, la grafica è modesta, ma il contenuto vince su tutto.

Yogi Ramacharaka non è un misterioso yogin indiano, ma lo pseudonimo di un avvocato americano di Chicago, William Walker Atkinson, autore di numerosi testi sulle filosofie orientali e l’esoterismo in generale, alcuni dei quali fondamentali per la diffusione dello yoga in Occidente. Sono datati all’inizio del Novecento, ma non invecchiano, anzi, il loro fascino è dovuto anche allo stile della scrittura: elegantissimo, limpido e divulgativo. Questo saggio completa una trilogia “della salute”. Gli altri due titoli sono “La Scienza del Respiro (Venexia, 2000) e “La cura dell’acqua” (Venexia, 2000).

Sono una yogini da cinque anni: i calcoli mi riescono facili e sarà sempre così, dal momento che ho iniziato a praticare Hatha Yoga nel 2014, mentre ero incinta di mio figlio Damon. Mi ero imbattuta in questa disciplina molti anni prima, ma qualcosa non era andato per il verso giusto e mi addormentai durante la lezione. Volli riprovare perché, mentre ero al quinto mese di gestazione, in edicola trovai un numero del mensile Yoga Journal che recava un enorme titolo: “Yoga in gravidanza”. Non resistetti. Lo acquistai, lo sfogliai e scattò qualcosa. Allora contattai la mia amica poetessa e Maestra Yoga Cristiana Samaya, che ancora oggi insegna e realizza video on-line meravigliosi come questo:

Mi accordai per iniziare le lezioni di Yoga in Gravidanza con lei e fu vero amore. Da allora non ho mai spesso di praticare. L’ho fatto con lei per tre anni, ma in seguito, per ragioni lavorative e familiari, proseguii da sola, a casa e il benessere che mi procurò e continua a donarmi Hatha Yoga è tale che non posso definire me stessa una persona disciplinata. Mentirei. Pratico Yoga perché mi fa stare bene a un tale livello che non è spiegabile, se non si prova.

Ho così iniziato anche a studiare l’argomento e la sua cugina, l’Ayurveda, che mi ha insegnato come mangiare in modo tale da rendere la mia alimentazione una vera e propria prevenzione per le malattie. Era quindi naturale che arrivassi a questo libro di Yogi Ramacharaka.

Il saggio descrive la summa dello Yoga: energia pranica, respirazione, stile di vita, asana, alimentazione e una dettagliata spiegazione delle funzioni del nostro corpo, perché:

“Il corpo è un abito indossato da uno spirito”.

Nelle religioni monoteiste e anche in buona parte della filosofia Indù, in fondo, al corpo viene data un’importanza secondaria, rispetto al valore altissimo dello spirito, ma Yogi Ramacharaka non è di questo avviso -e neppure io- perché, anche se uno spirito fortificato può resistere al dolore, alla sofferenza o al semplice disagio fisico, promuoverli è insensato. Dedicare tempo alla cura del proprio corpo, rende ogni altra azione, pensiero e spiritualità semplici e fluidi.

Vi consiglio caldamente questo saggio, sia che voi siate delle yogini o degli yogin, sia che siate semplicemente interessati alla comprensione del funzionamento del vostro corpo e al modo migliore per nutrirlo e curarlo.

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