RECENSIONE: “IL METODO ARISTOTELE – COME LA SAGGEZZA DEGLI ANTICHI PUO’ CAMBIARE LA VITA” DI EDITH HALL

Vai in biblioteca per prendere un libro e, se non stai attenta a tenere lo sguardo fisso sul banco del bibliotecario, finisce che ti porti altri volumi a casa. Vi succede? A me sempre! Poco tempo fa è accaduto proprio con questo saggio su Aristotele e il suo pensiero, di cui avevo già letto sulle riviste letterarie. Non mi pento dell’ennesimo libro portato a casa (anche perché stavolta era gratis!), anzi, opere come questa sono benedette, soprattutto nel nostro mondo caotico e controverso.

Edith Hall è una delle più importanti classiciste del mondo e insegna Lettere classiche al King’s College di Londra. Ha scritto diversi libri divulgativi sull’antica Grecia e sulla sua filosofia e in questo ha infuso tutti i cardini del pensiero aristotelico. Il libro è diviso in capitoli che possono essere letti e ripresi più volte, infatti i titoli sono: Felicità, Potenziale, Decisioni, Comunicare, Conoscenza di sé, Intenzioni, Amore, Comunità, Tempo libero e Caducità. Insomma, un saggio che rimane sul comodino per tutta la vita, che può essere consultato spesso, per schiarirsi le idee, prendere decisioni e scegliere il giusto percorso da intraprendere in un momento in cui ci si sente confusi. Anzi, io credo che questo testo andrebbe letto a scuola. Fin dalle medie. Perché? Vi propongo uno stralcio illuminante:

“I Leitmotive di Aristotele sono i seguenti: studio della situazione con cui si è alle prese, ponderazione, continua attenzione alle intenzioni, flessibilità, buon senso pratico, autonomia individuale, importanza di consultarsi con gli altri. E la premessa fondamentale della sua concezione della felicità è straordinariamente semplice e democratica: tutti possono decidere di essere felici. Dopo un certo tempo, agire rettamente diventa un’abitudine radicata, che fa stare bene con se stessi. Lo stato mentale che ne consegue è quello che va sotto il nome di eudaimonia, usato da Aristotele per indicare la felicità”.

Lo confesso: per anni non mi sono voluta avvicinare allo stagirita perché avevo letto che considerava donne e schiavi inferiori e, di conseguenza, nei suoi scritti, non c’era niente per loro. Mi sono dovuta ricredere leggendo Hall, una donna, che per prima si era relazionata a questo dato di fatto. La professoressa ricorda il rapporto che ebbe Aristotele con le donne della sua vita, in particolare con Erpillide, la madre dell’amato figlio Nicomaco. Il filosofo non sposò Erpillide, probabilmente perché apparteneva a un rango inferiore, ma non soltanto la trattò da sua pari: prima di morire si assicurò che le venissero assegnati dei servitori, delle proprietà e una parte sostanziosa di denaro. Allo stesso modo, nel suo testamento scrisse di liberare gli schiavi di sua proprietà. Hall è certa che, se Aristotele vivesse nella nostra società, si ravvederebbe circa il potenziale della donna, osservando con scrupolo tutto ciò che riusciamo a fare, da nubili e da sposate, da ragazze e da vegliarde, con pochi mezzi o dotate di ricchezza.

Trovo questo saggio così utile da scambiarlo per un manuale. Sarò la prima a tenerlo sul comodino per consultarlo ancora e ancora. Non posso fare altro che consigliarvi caldamente di leggero e di riflettere sopra ogni singolo capitolo.

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