RECENSIONE: “PLANT REVOLUTION” DI STEFANO MANCUSO

Giunti, 2017
Il libro accanto al girasole nano di mio figlio Damon

Seguo il Prof. Stefano Mancuso attraverso i suoi articoli e le apparizioni in tv da parecchi anni, ma solo ora sono riuscita a leggerne un saggio e non poteva succede in un periodo migliore. L’Equinozio di Primavera è appena passato, mio marito e io abbiamo seminato le nostre piantine sul balcone (in attesa di un orto tutto nostro!), addirittura nostro figlio ha portato dall’asilo un girasole nano piantato con le maestre. Insomma, è un tripudio di verde dappertutto, in casa e fuori. Tuttavia, la lettura di “Plant Revolution” ha oltrepassato ogni mia più rosea aspettativa. E’ un libro che tutti dovremmo leggere, anche chi non è appassionato di Natura come me. Il motivo? E’ sufficiente leggere un quotidiano, o ascoltare il tg per rendersene conto: siamo ormai vicini al punto di non ritorno per la salvezza del nostro pianeta, perciò dobbiamo agire adesso.

Anche da questo punto di vista, il saggio ci istruisce in merito alle potenzialità delle piante che ci circondano e ci ricorda la nostra plant blindness, ovvero l’incapacità di osservare realmente i doni della natura, cecità che ha comportato nel corso dei secoli le nefaste conseguenze ambientali di cui siamo oggi testimoni. La verità è che dipendiamo completamente dalla vegetazione, vuoi perché ci procura l’ossigeno, vuoi perché ci nutre, protegge e cura. L’erboristeria è stata la prima medicina comparsa sulla terra. Non saremmo mai sopravvissuti senza l’applicazione curativa delle piante. Inoltre, per millenni l’uomo primitivo è vissuto della raccolta delle piante che trovava sul suolo, ma senza andare troppo lontano, i nostri nonni e bisnonni, che per la maggior parte erano semplici contadini e sono sopravvissuti alla fame coltivando la terra e nutrendosi di ciò che produceva, così come delle erbe spontanee dei campi, delle colline e delle montagne, la cui conoscenza è oggi quasi del tutto svanita.

Mancuso ci rende consapevoli di tutto questo, ma ci spiega anche come le piante, pur essendo prive di un cervello come il nostro o quello degli animali, pur incapaci di sfuggire da predatori e incendi, siano talmente evolute da scongiurare innumerevoli pericoli. Il segreto è insito nella loro struttura, che lo scienziato illustra alla perfezione, una struttura che, unita alle capacità strategiche attuate da ogni specie per superare gli ostacoli, ha molto da insegnarci. Non a caso gli scienziati stanno studiando da anni lo sviluppo di plantoidi, ovvero robot che imitano capacità e funzionalità di piante.

Dunque, si tratta di un saggio imprescindibile, come la “Bibbia” per un cristiano o “Guerra e Pace” di Lev Tolstoj per un letterato.

Buona lettura e…

Risotto di Asparago Selvatico e Radicchio

… un piccolo esempio di raccolta di erbe spontanee nel XXI secolo: dall’Aglio Ursino e dall’Asparago Selvatico selezionati (senza devastare!) durante una gita mattutina vicino al fiume Isonzo, abbiamo preparato dei piatti deliziosi, usando pochissimi altri ingredienti.

Naturalmente bisogna conoscere bene ciò che si trova: molte piante si somigliano tra loro, alcune di esse sono tossiche e possono quindi rivelarsi pericolose. Noi abbiamo imparato a raccoglierle grazie a professionisti e parenti che lo facevano da anni. Ora ci godiamo il piace di mangiare ciò che raccogliamo direttamente dalla terra durante la stagione corrente.

Madre Natura ci nutre, ci cura, ci affascina e ci ispira.

E’ Madre in ogni senso.

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