DONNE, DONNE, DONNE!

Questo post comincia così, un inno alle donne, un inno al mio genere. La settimana appena trascorsa è infatti stata all’insegna delle donne: gli ultimi ritocchi per l’uscita del mio nuovo romanzo “Lettere dai frammenti dell’anima” (Qudu Editore) e la comunicazione costante con l’editoressa e poetessa Patrizia Dughero, le mattine con le mie amiche e mia madre, il pranzo con le compagne di classe delle elementari e due incontri piuttosto speciali.

Sabato 16 novembre 2019, presso la Sala Civica di Cormons, alle 20:15 si è tenuto lo spettacolo “Cormons Magica”, organizzato dall’Associazione Fulcherio Ungrispach, con testi e le letture curati dal Prof. Roberto Tirelli, Lis Tarpulutis e Pierluigi Pintar, canti e dalle musiche del Corale Fogolâr di Corno di Rosazzo, Evaristo Casonato e Carolina Zanelli.

Ho preso furiosamente appunti durante tutta la sera, poi un’altra donna (!), Monica Devidé, mi ha contattata per offrirmi l’audio di tutto l’incontro, in modo tale da poter scrivere un post generoso per tutti coloro che non sono riusciti a partecipare, e che ho pubblicato sulla mia pagina Facebook: https://www.facebook.com/ibenandantielestreghedelfriuli/?ref=bookmarks

E’ stata una sera emozionante ed evocativa, anche perché delle streghe e dei benandanti di Cormons, soprattutto delle vittime dell’Inquisizione Lucia e Antonia, mi sono occupata nel mio romanzo “Tempora d’Autunno” (2017), ma questa è la parte che più mi ha colpita al cuore:

“L’uso delle erbe, nel passato, è stato spesso una nostra prerogativa. Eravamo noi donne a raccogliere le erbe nei campi e a curare gli orti, a conoscerne le proprietà per usarle sia a scopi culinari che curativi. Per questo motivo, fin dall’antichità, siamo considerate maghe, capaci di usare le erbe per ammaliare e sedurre gli uomini e accusate di usare le piante per commettere misfatti. Molte di noi sono state considerate malefiche, dedite ai veleni, ma noi, già nell’antichità, siamo soprattutto guaritrici, specializzate in quelle affezioni tipiche del nostro mondo. Da sempre ci siamo occupate di mestruazioni, gravidanze, parti, aborti, che non potevano riguardare l’universo maschile, assolutamente escluso dalla nostra sfera. Da sempre siamo state un essere misterioso e ignoto, capace di dare la vita, ma anche di diventare una creatura funesta, capace di portare la morte. Questo nasceva da un mistero che, per molto tempo, ha spaventato gli uomini. Noi perdiamo il sangue e non moriamo, ma rigeneriamo le nostre forze vitali e diamo la vita. Per questo motivo fummo considerate creature facilmente preda del demonio, per cui, o santificavamo la nostra vita diventando spose e madri esemplari, o dedicavamo noi stesse a Cristo, nella vita conventuale. Oppure venivamo guardate con sospetto e additate come megere, soprattutto le donne anziane, che conoscevano certi arcani, che sapevano dominare, con erbe e rimedi, la vita e la morte, col tempo vennero accusate di essere streghe, seguaci di Satana e nemiche della Chiesa Cristiana, perché solo chi ha familiarità con il demonio può apprendere i misteri della vita. All’uomo non è dato saperlo. Da allora ci avete chiamate streghe e ci avete messe al rogo!” (“Le erbe delle streghe nel Medioevo” di Rossella Omicciolo Valentini)

E per concludere la settimana, questa notte non riuscivo a dormire. Troppe emozioni, troppe ispirazioni e riflessioni. Allora ho deciso di vedermi i primi tre episodi di un nuovo programma della conduttrice e scrittrice Serena Dandini: “Valorose”, il cui incipit racconta:

“Le donne hanno fatto la storia dell’umanità in tutti i campi, dalla matematica alla letteratura, dalla fisica quantistica alla politica, ma non sono nei libri di storia, non ci sono strade a loro intitolate, tantomeno statue. Così abbiamo pensato di ricordarle noi”.

https://www.tvblog.it/post/1659127/valorose-serena-dandini-su-sky-arte-racconta-le-donne-che-hanno-fatto-storia

La ballerina Anna Pavlova

La pittrice Vanessa Bell

La protagonista dimenticata del Risorgimento: la principessa Cristina Trivulzio di Belgiojoso

E allora non ho dormito più.

Non ho fatto che pensare e ripensare a quanto noi donne siamo forti, resistenti, talentuose, vitali e resilienti e quanto gli uomini -ma anche altre donne dalle capacità minori, o imbruttite dalla corruzione dello spirito del tempo- hanno cercato di annichilirci, sottometterci, condannarci all’oblio e, come leggiamo quotidianamente nei giornali, ucciderci.

Questo non vuole essere un post del “noi contro loro”, ma solo una semplice constatazione: che fossimo levatrici o guaritrici di campagna, streghe o mogli, abbiamo sempre corso dei rischi altissimi, ma nonostante questo siamo sopravvissute e oggi abbiamo ancora moltissime battaglie da vincere.

Alle lettrici di questo blog, auguro lunga vita e, soprattutto, la conoscenza di quello che è stato, per trasformarlo in benzina utile a lottare in questa esistenza e raggiungere tutti gli scopi che siamo prefissate.

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