Scrittrice, Creativa e Baby-Sitter!

Ebbene sì. Da una settimana esatta sono diventata la baby-sitter di una bambina meravigliosa (che chiamerò Camilla, per proteggere la sua privacy). Le cose raramente accadono per caso e, anche se adesso mi ritrovo a lavorare 12 ore al giorno, cinque giorni su sette, con tanto di figliolo (quasi sempre) al mio fianco, non riesco ancora a credere quanto questa nuova esperienza mi renda felice e stanca, quasi in egual misura.

Analizzandola, mi rendo conto di più fattori. Senza ritenere di aver scoperto chissà quale novità, ma stare a contatto con i bambini sia per maternità che per lavoro, ti porta a fare diverse considerazioni. Naturalmente quelle che leggerete sono personali e sindacabili, ma realmente, osservando il mondo qui fuori, trascorrere la maggior parte del proprio tempo con i bambini rappresenta un’àncora di salvezza. Non ripeterò frasi trite e ritrite (“i bambini sono puri”, “il candore dell’infanzia”, ecc ecc), perché i bambini sanno essere buonissimi e cattivissimi proprio come gli adulti, tuttavia quello che dei grandi ancora non hanno è la capacità machiavellica di manipolare, sfruttare e rendersi profondamente crudeli. Ce l’hanno in potenza, alcuni sono inoltre precoci, ma “i miei bambini” sono due perle. Anche quando litigano tra loro, si vede che si vogliono bene. Anche quando sono arrabbiati con me, perché con autorevolezza cerco di spiegare che non si può trascorrere troppo tempo davanti alla tv o al Sapientino, si capisce che gli passerà presto e che sono consapevoli del fatto che, quello che gli dico, è per il loro bene.

I bambini sono semplici.

I bambini sono autentici.

I bambini ti riportano a uno stato di “Inizio”, dove tutto può succede.

Sento inoltre molte persone lamentarsi delle lezioni su Zoom e dei compiti che i piccoli svolgono. Invece, nonostante mi debba giostrare fra due scuole e due piattaforme distinte, con orari e insegnanti diversi, ho apprezzato molto lo sforzo dei maestri e degli scolari stessi per riuscire a gestire una simile impalcatura. Certo sono convinta che ai bambini serva andare a scuola perché contribuisce alla loro evoluzione, non solo educativa, ma anche sociale, eppure il Ministero dell’Istruzione ha fatto il meglio che poteva e, anche se c’è da “stare addosso” ai piccoli, affinché mantengano la concentrazione, e la connessione a internet tira brutti scherzi, tutto si può fare con pazienza e volontà.

Ci sono poi i momenti del gioco e quelli delle coccole. In entrambi i casi, mi rendo conto che i bambini ti facilitano il compito -benedetto- di restare nel qui e ora. La cosiddetta mindfullness, grazie ai bambini, è uno stato facile da raggiungere. Si resta in un eterno presente fatto di idee, rincorse, palle che finiscono nel recinto dei vicini, capelli strappati, baci e abbracci. Puoi cercare di evadere dal tempo presente, pensando ossessivamente a quello che devi fare “dopo”, ma non ne vale la pena, perché quello che i bambini ti offrono è prezioso e non tornerà più indietro, nè per loro, nè per te.

Ci sono state tante scrittrici, fotografe e artiste che hanno svolto la mansione di baby-sitter prima di me. Il mio impiego sarà breve, però mi sto rendendo conto di quanta ricchezza stia accogliendo dentro di me e di quanto la piccola Camilla mi stia facendo sentire grata dell’opportunità di starle accanto.

E’ una nuova esperienza, che tornerà utile anche per i miei scritti e i progetti che si svilupperanno da settembre in poi, ma adesso è il momento dei bambini e mi voglio immergere in esso totalmente.

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